Maya.Vision

La nascita
di una madre

Con la nascita di un bambino, una donna attraversa una soglia invisibile. Un portale.

Diventare madre non è solo dare la vita.
È lasciare una forma per cercarne ed abbracciarne una nuova.

Come scrive Alexandra Sacks nel suo celebre articolo The Birth of a Mother (The New York Times, 2017),
Dare alla luce una nuova identità può essere impegnativo quanto dare alla luce un bambino.

Troppo spesso ci viene raccontata una sola versione della maternità.

Ma la verità è sempre più vasta. Più umana. Più contraddittoria.

Per la maggior parte delle donne, la gravidanza e la nuova maternità sono una gioia — almeno per una parte del tempo. Ma la maggior parte delle madri sperimenta anche preoccupazione, delusione, senso di colpa, competizione, frustrazione e persino rabbia e paura.”

Alexandra Sacks – psichiatra perinatale, autrice e divulgatrice americana scrive queste parole che aprono uno spazio, dove finalmente si può sostare.

Perché sì — si può amare profondamente e, nello stesso tempo, sentirsi smarrite.
Si può desiderare il contatto e, nello stesso istante, desiderare distanza.

Non è un errore. È parte del processo.

 

Matrescenza: la nascita invisibile della madre

Gli antropologi la chiamano matrescenza.
Un termine ancora poco conosciuto, ma essenziale. Perché nomina ciò che accade davvero: una trasformazione fisica, psicologica, relazionale. Un passaggio identitario potente quanto l’adolescenza — ma senza rituali, senza riconoscimento, senza narrazione collettiva.

Diventare madre significa anche questo:

  • ridefinire chi sei
  • incontrare la tua storia e la bambina che sei stata
  • riscrivere il legame con tua madre
  • abitare un corpo nuovo
  • abitare un tempo nuovo

È l’atto creativo per eccellenza, perché quando nasce un bambino… nasce una nuova versione di te.

 

Nel cuore della maternità vive una tensione continua.
Amore e fatica.
Pienezza e perdita.
Immaginazione e realtà.

La psicoterapeuta Rozsika Parker la chiama ambivalenza: la capacità (e la fatica) di sentire due opposti insieme.
E forse è proprio qui il punto più delicato: accettare che la maternità può essere luce e ombra, insieme.

Tra sogno e realtà

Prima che il bambino nasca, esistono già, dentro l’immaginazione:
un bambino sognato, un parto immaginato, una madre ideale, perfetta.

Poi arriva la realtà.
E a volte non coincide.

E lì, in quello scarto, può nascere la confusione, il dolore. La delusione.
Il dubbio silenzioso:
“Sto sbagliando qualcosa?
Perché non mi sento sempre presente. Sempre amorevole. Senza bisogni. Senza errori…”

Tarassaco

Qui nasce uno dei nodi più profondi: la difficoltà ad accettare che “essere abbastanza” sia davvero abbastanza.

Molte donne, dopo la nascita, si trovano in una terra di mezzo: tra chi erano prima e chi sentono di dover essere.

E in quello spazio sospeso può arrivare il pensiero: “qualcosa non va in me”.
Ma non è così.

Questo smarrimento è comune. È umano. È parte della trasformazione.

Riconoscere la matrescenza cambia tutto.

Permette di:

  • normalizzare ciò che si prova
  • uscire dall’isolamento
  • creare uno spazio di ascolto reale.
  •  
  • Perché quando una donna comprende ciò che sta attraversando, può abitare la maternità con più presenza, più verità, più respiro.

E questo non riguarda solo lei. Riguarda l’intera famiglia. L’intera società.
E riguarda il modo in cui verrà accolto suo figlio.

Ogni nascita è multipla.

Un bambino viene al mondo.
E una madre prende forma.

Non subito. Non perfettamente. Non senza fratture. Ma autenticamente.

E forse è proprio qui la verità più potente: diventare madre non è diventare qualcuno di definito.

È entrare in un processo vivo. In continuo movimento.

È nascere e rinascere, ancora e ancora…

Ed è proprio qui che si rivela la sacralità della maternità.

Non nella perfezione, non nell’ideale, ma nell’occasione di trasformazione.
Nel lasciarsi attraversare e trasformare.
Nell’avere la possibilità di perdersi e di ritrovarsi, più e più volte…

Articolo di Diana Dell’Erba

Il libro “Matrescenza. Gravidanza, parto, maternità: essere donna, diventare madre” di Lucy Jones, pubblicato da Laterza nel maggio 2025, esplora la profonda trasformazione fisica, psicologica e sociale che avviene nella donna.
Il testo analizza il passaggio alla maternità come un cambiamento ormonale e neuroscientifico simile all’adolescenza, focalizzandosi sul periodo dal concepimento ai primi mesi post-parto.

L’autrice dichiara di essere venuta a conoscenza del concetto dall’articolo di Alexandra Sacks “The Birth of a Mother” (The New York Times, 2017).

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